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lunedì 7 giugno 2010

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[Cinema] Considerazioni sul Festival di Cannes 2010

lunedì 7 giugno 2010
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E così anche questo Festival di Cannes è giunto al suo termine, ormai da due settimane. E' stata un'edizione della quale ci ricorderemo per poco, un'edizione fiacca con un livello filmico abbastanza sotto la media di questo importante Festival.
Ovviamente non è tutto da buttare e se ci limitiamo ad osservare le pellicole che sono stante presentate in concorso dobbiamo certamente citarne alcune che si sono certamente fatte notare.

Partiamo dal primo film presentato in concorso, Tourneé, dove troviamo alla regia Mathieu Almaric, apprezzatissimo attore francese che nel suo film è anche protagonista; ecco la trama: "Un ex impresario fa il suo ritorno nel mondo dello spettacolo con una gruppo di ragazze che si esibiscono in uno spettacolo di Burlesque. Strip Tease sfavillante per le strade di Francia". Un film che è quindi un po’ particolare, che attinge a piene mani dagli anni trenta la moda Burlesque.

Un altro film decisamente interessante è stato quello di Mike Leigh, forse il film più Bello (con la b maiuscola) in concorso a Cannes.   
Il film ci propone un viaggio lungo quattro stagioni: Primavera, estate, autunno e inverno. La famiglia e l'amicizia. Amore e comfort. Gioia e dolore. Speranza e disperazione. Fraternità. La solitudine. Una nascita. Una morte. Il tempo passa... Quattro stagioni, un anno di vita di diversi personaggi che ruotano intorno a Gerri e Tom, una coppia felice cui la vita ha regalato tutto: loro figlio Joe, gli amici Mary e Ken, il fratello di Tom, Ronnie, e altri ancora. Ma se la vita dei due coniugi appare perfetta, lo stesso non si può dire per gli altri.
Ritroviamo un Mike Leigh decisamente in forma con un film decisamente nelle sue corde, di ritorno a Cannes e già vincitore di una Palma d'Oro e di un premio come migliore regista nel 1992 e nel 1996, nonché vincitore del Leone d'Oro a Venezia nel 2004.

Ecco un altro film interessante: Poetry, del regista coreano Lee Chang-dong, che vede protagonista una fenomenale Yoon Hee-Jeong da Premio Oscar. Il film ci porta In un piccola città nella provincia del Gyeonggi attraversata dal fiume Han, Mija vive col nipotino, studente liceale. Mija è una donna eccentrica, curiosa, che ama curare il suo aspetto e che indossa cappellini con motivi floreali e vestiti dai colori vivaci. Per caso inizia a seguire dei corsi presso il centro culturale del suo quartiere, e, per la prima volta in vita sua compone un poema. Le sembra di scoprire per la prima volta cose che ha sempre avuto davanti agli occhi. All'improvviso un avvertimento del tutto inaspettato le fa capire che la vita non è bella come pensava. Film decisamente interessante, sicuramente sarà stato apprezzato dalla giuria, impossibile il contrario, incredibile la qualità di certo cinema Sud-Coreano, incredibile!

Un altro film che ho considerato molto interessante è Copie Conforme, del regista iraniano Abbas Kiarostami in trasferta europea. Lo scrittore inglese James che, in occasione dell'uscita in Italia del suo ultimo libro, tiene una conferenza sulla stretta relazione tra l'originale e la copia nell'arte. Conosce una giovane gallerista d'origine francese, con la quale passa qualche ora per le stradine di un piccolo paese del sud della Toscana. Quando la donna per divertimento lo spaccia per suo marito, un uomo spesso assente, lo scrittore si presta al gioco. Un gioco che però si rivela pericoloso e diventa difficile discernere il vero dal falso.
Film decisamente mainstream, piacerà al pubblico non solo cinefilo. Ricordiamo che l'attrice protagonista è la sempre brava e bella Juliette Binoche, madrina del Festival, presente sulla locandina dell'evento.

Ultimo film che vi propongo è quello italiano, La nostra vita di Daniele Luchetti che ci porta nel mondo del proletariato del terzo millennio. Ingiustamente stroncato dalla critica francese, il film di Luchetti ci offre una panoramica sulla situazione italiana degli operai e degli immigrati, senza scordarsi altri temi tanto cari al nostro paese. Film da non perdere anche solo per il fatto che ci troviamo davanti ad un film italiano ben fatto che non parla dei soliti temi che solitamente vediamo nelle nostre sale. Ecco un sunto della trama: Claudio (Elio Germano) è un operaio edile di trent'anni che lavora in uno dei tanti cantieri della periferia romana. E' sposato, ha due figli, ed è in attesa del terzo. Il rapporto con sua moglie Elena (Isabella Ragonese) è fatto di grande complicità, vitalità, sensualità. All'improvviso, però, questa esistenza felice viene sconvolta: Elena muore e Claudio non è preparato a vivere da solo. Rimuove il dolore e sposta il suo lutto nella direzione sbagliata: pensa solo a sfidare il destino, e a dare ai figli e a se stesso quello che non hanno avuto finora: il benessere, i soldi, i capricci, le vacanze, in una parola le "cose". Elio Germano è sempre più bravo, avrà un grande futuro nel mondo del cinema.

Questi che vi ho proposto sono i film che reputo i più interessanti tra quelli in concorso a Cannes, naturalmente ne sono stati presentati tanti altri che hanno conquistato la critica come Biutiful di Alejandro González Iñárritu.

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